La lettura 2020

 

 

 

A Cover, an Artist 

Like Gullliver, more than Gulliver

A tangle of thread can ensnare you (like Gulliver trapped by the Lilliputians) or free you (like Arianna’s, which allows Theseus to find his way out of Minos’ labyrinth). Marina Gasparini is an independent voice on the frontiers of drawing, writing, installation art and conceptual representation. In her work, the union of twisted threads, interwoven and stratified, becomes the symbolic evocation of existence, the vein system of the quotidian, metaphor for the many lives that in turn are woven into a network of relations with people, objects and spaces. These are works that bring back to mind an infinity of stories and an infinite memory. Through her “embroideries” Marina Gasparini (Gabicce Mare, Pesaro-Urbino, 1960) creates a highly personal and poetic narration of the present. In her works, the artist gives life to an unexpected  diary (to be read, viewed and even caressed) and so crystalizes “her” real time. She constructs installations imagining eighteenth-century furnishings,  evokes inaccessible forests, embroiders precious ceramics with gold threads,  projects and sews together fragments of intimate spaces. This is the infinite story of a secret state of waiting. Exactly what envelopes Gulliver when, in his visionary adventures, he waits to be freed from the snares of reality.

Gianluigi Colin

trad. Brenda Porster

 

 

Una copertina un’artista

Come Gulliver, più di Gulliver

Un intreccio di fili può imprigionare (come Gulliver assediato dagli abitanti di Lilliput) o liberare (come Arianna che permette a Teseo di trovare la via d’uscita dal labirinto di Minosse). Per Marina Gasparini, voce autonoma ai confini tra disegno, scrittura,  scultura, azione installativa e figurazione concettuale, l’unione di filamenti attorcigliati, avvolti e stratificati, diventa evocazione simbolica di esistenze, sistema venoso del nostro quotidiano, metafora di tante vite che a loro volta si intrecciano in una rete di relazioni, con persone, oggetti, spazi. Opere come richiamo a infinite storie e a una memoria infinita. Marina Gasparini (Gabicce Mare, Pesaro-Urbino, 1960) attraverso i suoi “ricami” opera una personalissima e poetica narrazione del presente. Con i suoi lavori, l’artista dà vita a in un inatteso e diario (da leggere, guardare, anche da accarezzare) e cristallizza così il “suo” tempo reale. Costruisce installazioni immaginando arredi settecenteschi, evoca inaccessibili foreste, ricama preziose ceramiche con fili d’oro, progetta e cuce frammenti di spazi intimi. E’ l’infinito racconto di un segreto stato d’attesa. Proprio lo stesso che avvolge Gulliver, quando attende, nelle sue avventure visionarie, di essere liberato dai lacci della realtà.

Gianluigi Colin

 

Courtesy Marina Gasparini / Galleria Mazzoli/Modena/Berlino

 

Trad. Brenda Porster