Spaesaggio

Spaesaggio
Spaesaggio (Dis-place)

is the title of this one-woman show, in which the artist has presented a large-scale new installation linked to the theme of living, the home and the private sphere.

The objects, the furniture, the armchairs really are s-paesate, dis-placed, in a sort of metaphysical floating, like a dream without beginning or end.

The black cotton thread used to draw the furniture on the wall is like an interior script that describes the ghosts that live there, or the thoughts.

Just as the weird signs, impossible constructions and embroidered words that emerge on the page or on small canvases evoke the idea of a dwelling as a place co-inhabited by everyday gestures and emotions, memories and obsessions, measure and imbalance.

For, as the artist says, “to inhabit a space means to set in motion a series of creative processes that institutional knowledge has not yet investigated and which, like art, are not a simple cultural activity, but require a radical, daily reform of what we know”.

Spaesaggio è il titolo della personale, dove l’artista ha presentato una nuova installazione di grandi dimensioni legata al tema dell’abitare, della casa, del proprio privato.

Gli oggetti, i mobili, le poltrone sono davvero s-paesate in una sorta di metafisico galleggiamento come in un sogno senza inizio e senza fine.

Il filo nero di cotone con cui sono disegnati i mobili sul muro è come una scrittura interiore che descrive i fantasmi che ci abitano, o i pensieri.

Così come i segni stralunati, le architetture impossibili, le parole ricamate che emergono sul foglio o sulle piccole tele ci conducono all’idea di un’abitazione come luogo in cui convivono gesti quotidiani ed emozioni, ricordi e ossessioni, misura e squilibrio.

Perché come dice l’artista  <<abitare uno spazio è istituire una serie di processi creativi che la conoscenza istituzionale non ha ancora indagato, e che come l’arte, non sono una semplice attività culturale, ma richiedono una radicale e quotidiana riforma del sapere>>

Maura Pozzati

Corriere della sera Maggio 2011,

recensione della mostra alla Galleria D406 Modena, Italy.

Spaesaggio

Installazione

Installation

11 elementi di dimensioni varie  da 45×60 a 100x140cm

11 elements of various size from 45×60 to 100×140 cm

Disegno di filo di cotone nero

Drawing of black cotton thread

To ‘live in’, implies a separation between the space and the surrounding territory. This installation relates the space with procedures and materials commonly associated with the sartorial craft, using the ‘thread’ as a metaphorical media.‘Spaesaggio’ – the title – refers to Jean Cocteau’s neologism ‘spaesaggista’ he addressed to Giorgio De Chirico’s painting in ‘Mobili nella valle’ & ‘Mobili nella stanza’.The black cotton thread furniture shams laying on the wall avoid a pre-defined spatial relationship to float metaphysically.Pieces of ‘rocaille’ style furniture were common presence in European courts right before the French Revolution. Due to their peculiar feature based on the interchangeability of ‘in(side)’ with ‘out(side)’ – natural & artifactual. They epitomize a status before an irreversible loss of identity.   The web  seems to substitute the concept of ‘territory’ with the more elusive one of ‘space’.Therefore resettling – on a ‘territory’ – may mean to start a series of new creative practices and processes. Albeit they have not been absorbed yet by the institutionalized aspects of knowledge, they – just like art – call on a radical everyday reform of the idea of knowledge.

Il tema dell’”abitare”, nella sua accezione più ampia, suggerisce sempre una distinzione tra spazio e territorio. In questa installazione è coniugato alle procedure e ai materiali con cui sono fatti gli “abiti”: il filo.Il titolo “spaesaggio” è l’evocazione dei Mobili nella valle e dei Mobili nella stanza di De Chirico, “Spaesaggista” infatti, fu il neologismo coniato per lui da Jean Cocteau. Nel disegno di filo nero di cotone, si snodano  sulla parete questi simulacri di mobilia che si sottraggono ad una relazione predefinita con lo spazio per evadere in una sorta di metafisico galleggiamento.Tipiche presenze delle corti europee nel periodo immediatamente antecedente alla rivoluzione francese e basati sull ‘interscambiabilità di interno ed esterno, di  natura e artificio, i mobili in stile rocaille sono l’emblema di uno status prima di un irreversibile perdita di identità. La rete sembra avere sostituito il concetto di “territorio” con quello di “spazio” . Riterritorializzarsi, allora, significa istituire una serie di processi creativi e di pratiche che la conoscenza istituzionale non ha ancora indagato, e che, come l’arte, non sono una semplice attività economica, ma richiedono una radicale e quotidiana riforma del sapere.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *