Transiti

 

Con le parole e i suoni di Franco Arminio e Mirco Ghirardini, domenica 19 settembre è stato presentato al pubblico il progetto “Transiti. Tracce d’arte sul territorio” di Marina Gasparini, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei. Una mostra “diffusa” di opere ed installazioni open air, dislocate in cinque luoghi di interesse storico-artistico e naturalistico appartenenti al territorio comunale di Quattro Castella (RE), nei pressi degli itinerari ciclopedonali che attraversano il versante collinare.

L’arte contemporanea come chiave di lettura del presente, capace di valorizzare il territorio come risorsa per i suoi abitanti e le future generazioni, recuperando la memoria storica dei luoghi e gettando un ponte tra il passato e il futuro. 

L’esposizione, promossa dal Comune di Quattro Castella e dalla Biblioteca comunale con il contributo della Regione Emilia-Romagna e la collaborazione di Arci Reggio Emilia, è realizzata nel rispetto dell’ambiente, attraverso l’utilizzo di materiali ecosostenibili.

«Transiti – dichiara il sindaco Alberto Olmi – è l’idea di un incontro, con un luogo sorprendente, con un’opera d’artista, con se stessi, che in ogni tappa dona l’energia per ripartire per un’altra meta. Il territorio è valore per la vita dei suoi abitanti e delle future generazioni».

«Quando ci hanno incaricato del progetto – spiegano i curatori Francesca Baboni e Stefano Taddei – abbiamo pensato di invitare un’artista dal curriculum internazionale ma anche vicina al nostro territorio e che lavorasse sui temi legati al paesaggio naturale. La scelta è caduta su Marina Gasparini, artista bolognese di cui conoscevamo e apprezzavamo già il prezioso lavoro, che sa coniugare perfettamente l’utilizzo di materiali ecosostenibili a tematiche filosofiche e sociali, creando una sorta di religione della natura che ci riporta all’abitare uno spazio di transito».

Al Parco di Roncolo è installata una scultura tessile (“Attraverso”, 2015-21) che riprende il noto emblema della “Calavera” messicana e ricorda al tempo stesso il soggetto seicentesco delle “Vanitas”, strettamente correlato al senso di precarietà della vita. La connotazione positiva del teschio messicano, legata all’eterno ritorno della ciclicità naturali, si trasforma così in un monito a rispettare la bellezza e la ricchezza dell’ambiente naturale.

Al Giardino delle Rose di Salvarano è posizionata una teoria di scritte circolari (“Verso”, 2021) con alcuni versi poetici ispirati alla forma della rosa e alla sua “ontologia”. A questo girare della rosa si è associato il moto universale dei pianeti e le fasi lunari disegnate al neon e tratte dal “De revolutionibus orbium coelestium” di Copernico.

Sul sagrato dell’Eremo di San Michele Arcangelo di Salvarano è fissato un gruppo di “ghirlande” (“I passi citati”, 2012-21) composte da scritte tratte da opere filosofiche e autori che fanno riferimento all’ecologia e ai beni naturali. Come piante rampicanti, le ghirlande saranno intrecciate a tubi al led.

Lungo la Via Matildica del Volto Santo, nel tratto ciclopedonale tra la Vasca di Corbelli e il ponte sul Crostolo a Puianello, è installato un “tendaggio” realizzato con un filo lungo 200 metri e rami ossidati (“Tra e Verso”, 20192-21). L’oggetto imita una pianta aerea infestante, detta “cuscuta” o “dodder”, alla cui ombra saranno posizionate alcune sedute che accoglieranno gli amanti delle passeggiate durante le loro soste.

Sul fronte della Chiesa della Mucciatella è posizionata una nuvola di filo (“Di Verso”, 2013-21), la cui forma è tratta da un’incisione dell’artista tedesco Carl Wilhelm Kolbe. Nella nuvola è “imprigionata” una frase appartenente alla Lettera di San Paolo ai Filippesi realizzata in tubo al led azzurro che recita: “La nostra cittadinanza invece è nei cieli”. Accanto all’opera, quattro stendardi che mostrano diverse comete “Converso”, 1994-21).

Le opere di Marina Gasparini, tutte allestite all’aperto, sono visitabili nel corso dell’intera giornata. Presso ogni sede è disponibile una mappa cartacea per consentire ad ogni visitatore o viandante di raggiungere le altre sedi ed un QR Code che permette al pubblico di accedere a contenuti inediti relativi all’opera, al progetto e all’artista.


An exhibitionto promote the territory as a place of memory and inspiration for its inhabitants and for future generations. 

On the 19th to the 28th of october 2021 in 5 different artistically historical  places within  Reggio Emilia county ,in the borough of Quattro Castella the artist Marina Gasparini has put up her exhibition ‘Transiti ;tracce d’ arte sul territorio ‘. ( CROSSINGS ) curated by Francesca Baboni and Stefano Taddei 

Marina Gasparini and curators were present at the opening  on the 19th of september at 17.30 at Cinema Eden di Puianello. The  exhibition has been promoted by the town council of Quattro Castella and the local public Library and sponsored by Emilia Romagna with the collaboration of Arci Reggio Emilia .Franco Arminio a well known landscape specialist was present on the open day and Franco Arminio e Mirco Ghirardini were in charge of the words and sounds.

The exhibition is a widespread open air installation which is   dotted along a cycle and footpath crossing the hills . Contemporary art is a way to read the present .It can relive  the memory of historic places bridging the gap between past and future . Each work of art has been created with an  eco-friendly criteria and materials, in respect for the surrounding environment.

The word ‘crossing’ could mean an overlapping point  of art artist oneself in the middle of nature . 

The curators Francesca Baboni and Stefano Taddei say “ when we were given this project we thought of asking an Italian artist internationally known whose work is linked to nature . We chose  Marina Gasparini, an artist from Bologna who we knew and admired. Her work in fact was a perfect combination of eco-friendly and both philosophical and social themes , creating a sort of homage to the natural surroundings that would lead us into overlapping / crossing spaces .”

 

 

 

 

 

 

 

 

Azioni di transito

“Sic transit gloria mundi.” Così la religione cristiana intendeva definire le cose del mondo, in quanto effimere e caduche. Ma transitare da una dimensione all’altra, dal terreno allo spirituale, dall’ecologia alla filosofia, è il presupposto per una nuova consapevolezza collettiva che ben si evince dalle opere di Marina Gasparini, che vanno a dialogare con il territorio nel quale sono efficacemente inserite, creando una sorta di museo diffuso, una mappatura ecologico-esistenziale. La nostra cittadinanza invece è nei cieli. Recita la scritta al neon che campeggia sulla chiesa della Mucciatella, creando un cortocircuito tra cielo e terra. San Paolo parlava schietto ai Filippesi in Grecia per esortare a vivere al di là dei valori materiali. Viviamo in questo mondo ma non siamo di questo mondo intendeva il santo, e quindi dobbiamo rispettare ciò che è intorno a noi. La parola cittadinanza è in greco “politeuma” e deriva dal verbo “politeuomai” che significa comportarsi come un cittadino. L’artista ci guida così alla riflessione sul rispetto per la natura che diviene religione universale per noi che siamo cittadini del mondo, uniti dalla stessa bandiera ecologica in modo metaforico.

(Francesca Baboni)

 

Dialoghi

Il territorio sembra un dato di fatto. In realtà ha propagazioni di senso desunte dalle tipicità che vi si possono riscontrare. I territori infatti portano nel proprio vissuto la storia della gente che li ha abitati, senza scordarci di quello che la natura può fare indipendentemente da tutto. Ecco quindi che quello che ci appare il solito, può diventare diverso. Gli interventi artistici di Marina Gasparini legano insieme numerosi fattori culturali. Nei differenti luoghi che ospitano le sue opere c’è un continuo dialogo con il territorio. Così quello che appare transitorio diventa un qualcosa da esperire in modo diverso, con quella calma che spesso le nostre frenetiche vite hanno dimenticato o non si possono permettere. Seppur temporaneamente una serie di luoghi verranno “invasi“ dalle opere di Marina Gasparini, che, sempre in modo delicato e rispettoso, propongono interpretazioni personali che vogliono dialogare con la collettività. Religione, sociologia e filosofia sono solo alcune delle tematiche affrontate dall’autrice. La natura, il paesaggio antropico sono segni indelebili, momenti di passaggio e di firma del passaggio terreno dell’essere umano.

(Stefano Taddei)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Photo credits Rolando Paolo Guerzoni